Orazione o preghiera di San Cipriano

L’antica orazione di San Cipriano, comunemente conosciuta anche come “preghiera di San Cipriano”, “rito di San Cipriano” o “legamento di San Cipriano”, appartiene al folto gruppo di pratiche di magia popolare “fai da te” che Athos sconsiglia vivamente di eseguire, essendo prive di efficacia alcuna o, nel peggiore dei casi, fonte di pericolose ripercussioni energetiche. L’orazione di San Cipriano è tramandata in due versioni, rispettivamente una preghiera di San Cipriano contro il malocchio e una preghiera di San Cipriano per l’amore.

L’orazione di San Cipriano per eliminare il malocchio è intesa come preghiera di liberazione da manifestazioni negative quali il malocchio e non solo, ciononostante risulta essere di totale inutilità a chi ne fa ricorso, basandosi su una semplice invocazione al Santo in questione che nulla può nel caso di situazioni energetiche da annullare. Si ribadisce, una volta di più, che recitare una preghiera non equivale mai ad intraprendere un corretto percorso ritualistico per eliminare un maleficio subito e che il testo della preghiera di San Cipriano NON funziona poichè non consente di estirpare alcun tipo di negatività.

Una considerazione a parte merita, per contro, l’orazione di San Cipriano per far ritornare la persona amata o l’amore perduto. Colui che, dopo essersi convertito al cattolicesimo, divenne San Cipriano (vescovo di Antiochia) era, inizialmente, un giovane in possesso di svariati libri di stregonerie, con invocazioni agli spiriti maligni e scongiuri contro gli stessi. Esercitava la professione di stregone o mago, ereditata dal suo defunto genitore, adottando pratiche demoniache. Cipriano abbandonò il paganesimo e tutti i suoi libri satanici nel momento in cui si rese conto che i demoni erano ininfluenti su tale Giustina, bellissima donna e fervente cristiana, che avrebbe dovuto vincolare con le sue arti diaboliche ad un uomo disposto a tutto pur di essere da lei contraccambiato. Fu in tale occasione che Cipriano, resosi conto dell’impotenza dei demoni davanti all’Onnipotente, si mise a cercare ogni via per conoscere chi fosse quel Gesù di Nazareth, chiamato Cristo.

Il legamento o preghiera di san Cipriano per far tornare un ex, pertanto, è da identificarsi in un’invocazione diabolica a tutti gli effetti, presentando una chiara attitudine coercitiva che, oltre a far rientrare tale procedura nelle pratiche di magia nera, la rende assimilabile ad altri interventi costrittivi quali i noti legamenti di Sant’Elena e Santa Marta. L’orazione o rito di San Cipriano per il ritorno dell’amato VA STRETTAMENTE EVITATO, costituendo una pratica che non presenta alcuna caratteristica innocua e positiva e manifestando, al contrario, i noti rischi derivanti dall’invocazione di entità demoniache (non da ultimo, la possessione).

Affidarsi a forum pseudo-esoterici che consigliano, con sconcertante superficialità, di ricorrere al testo della preghiera di San Cipriano o, nei casi più fanatici, propongono “miglioramenti” di tale orazione equivale ad incorrere in più che probabili conseguenze future di non trascurabile entità, oltre che a sprecare tempo prezioso ai fini di un ritorno dell’amore perduto. Le presunte testimonianze sulla preghiera o legamento di San Cipriano sono del tutto inesistenti e, in buona parte dei casi, frutto di superstizione ed ignoranza popolare.

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