Bambole Voodoo cosa sono e come si fanno

Alla scoperta delle bambole Voodoo

Amore ed odio, un binomio all’insegna dell’antitesi. Quando si menziona il Voodoo, altrimenti denominato Vudù, ciò che la mente prefigura di primo istinto è la bambola (o feticcio) impiegata nei rituali di odio. Tale bambola è tecnicamente definita “dagida” e, nel classico svolgimento del rituale, viene prima immersa in olio e aceto bollente, quindi bersagliata di spilloni o bruciata direttamente. La dagida è parimenti impiegata in rituali d’amore, in quanto il Voodoo non necessariamente è sinonimo di magia nera: qualora la bambola trovi utilizzo in un rituale di magia bianca, pertanto, viene coccolata e accarezzata.

Come si fanno le bambole Voodoo

All’interno della dagida deve essere collocato un componente biologico del soggetto interessato: una ciocca di capelli, una goccia di sangue o di saliva. La bambola è poi completata mediante l’impiego di materiali quali velluto, cera e impasti di uova non fecondati. La bambola Voodoo rappresenta chiaramente l’anima del soggetto a cui si intende indirizzare il rito che, come già ribadito, può appartenere alla magia bianca o nera e comportare, pertanto, frasi ed invocazioni differenti utilizzate dallo stregone.

Il rosso e il nero

Il rituale si completa con l’avvolgimento della dagida in un lenzuolo (rosso se il rito presenta finalità amorose, nero se è votato all’odio) e la bambola, da ultimo, viene segretamente nascosta fino al prossimo rito.

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