Come invocare gli spiriti

Chiarimenti sulla pratica della scrittura automatica

Le tecniche su come invocare gli spiriti non prevedono in alcun modo la scrittura automatica o medianica, la quale costituisce una pratica per evocare, e non invocare, entità spiritiche di varia natura. L’invocazione di un’entità, tanto benevola quanto maligna, consiste in una supplica o richiesta di aiuto rivolta generalmente a santi, spiriti defunti ed entità angeliche, anche se può interessare entità demoniache con finalità d’azione ben diverse; l’evocazione, d’altro canto, comporta ugualmente il richiamo ad entità angeliche o demoni, ma viene attuata mediante il ricorso a pratiche magiche vere e proprie.

Come invocare gli spiriti: il consiglio di Athos

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Athos consiglia di invocare gli spiriti avvalendosi di preghiere, specifiche o meno, indirizzate a santi, angeli (soprattutto il proprio angelo custode) e persone care estinte. E’ bene tralasciare, per contro, qualsiasi invocazione che interessi entità spiritiche demoniache, dalle quali non è possibile ricevere aiuti di nessun tipo e che mirano unicamente all’infelicità eterna dell’essere umano.

Il “fai da te” è possibile

L’invocazione, in virtù di quanto sopra e considerato che costituisce un richiamo ad entità positive (o almeno così dovrebbe essere) attraverso la preghiera, non prevede rischi di sorta e può, pertanto, essere praticata per proprio conto. Le modalità su come invocare gli spiriti prevedono suppliche o preghiere già note, nonchè espressioni personali che il soggetto può rivolgere all’entità in questione. Non è fondamentale il testo dell’invocazione, bensì l’intenzione profusa allo scopo. Athos esorta, per contro, ad evitare categoricamente il “fai da te” in merito all’evocazione spiritica, la quale consiste nell’attuazione di procedure ritualistiche a tutti gli effetti: avventurarsi in un ambito sconosciuto può produrre risvolti devastanti, inclusa l’eventualità di incorrere in possessioni demoniache delle quali non è sempre possibile liberarsi. Si ricorda, inoltre, che le cosiddette orazioni a S.Antonio, S.Elena, S.Marta e via dicendo, pur essendo rivolte a santi, NON appartengono alla categoria delle invocazioni e non debbono, pertanto, essere tenute in considerazione.

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