Differenza tra evocazione e invocazione

Dovendo associare un significato letterale ad entrambi i termini, “invocare” significa “richiamare con preghiere”, allorchè “evocare” equivale a “richiamare con pratiche magiche”. E’ opinione diffusa che l’evocazione sia rivolta esclusivamente a demoni e l’invocazione ad angeli o santi, tuttavia ciò è vero soltanto in parte. La vera differenza tra evocazione e invocazione non risiede nell’entità chiamata, ma dove quest’ultima si manifesta. Nell’evocazione, l’entità benigna o maligna agisce al di fuori dell’operatore, laddove nell’invocazione l’entità (anche in questo caso benigna o maligna) si presenta all’interno dell’operatore.

L’invocazione prevede, solitamente, il richiamo di spiriti defunti, santi ed entità angeliche mediante richieste di aiuto e benevolenza; l’evocazione, al contrario, prevede la richiesta di agire all’esterno dell’operatore e comprende il richiamo ad entità maligne o demoni (mediante rituali di magia nera), nonchè entità positive quali gli angeli. Si presti attenzione, pertanto, a tenere in debita considerazione la differenza tra evocazione e invocazione, al fine di non incorrere in situazioni di gravità inimmaginabile: evocare uno spirito mediante una seduta medianica improvvisata o rituali “fai da te” può sfociare in possessioni demoniache di cui è estremamente complesso liberarsi.

Va da sè che la distinzione operata poco sopra è di fondamentale importanza durante qualsiasi rito o incantesimo praticato poichè, dipendentemente dall’energia richiamata e canalizzata, può produrre esiti benefici o danni consistenti. Athos, a questo proposito, ricorda sempre che, in qualità di Medium canalizzatore, interagisce da sempre con entità angeliche di luce purissima ed opera, quindi, all’insegna del bene e della positività.

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