Magia nera nell’antichità

La magia nera è una pratica magica che trova radici antichissime, non da ultimo alcuni episodi citati nella Sacra Bibbia. Mosè porta il suo popolo alla vittoria contro gli Amaleciti agitando un bastone per tutta la durata del conflitto. Davide e Golia, prima di scontrarsi, si maledicono l’un l’altro nella speranza reciproca che la maledizione possa fiaccare l’avversario. Quando il re di Moab si rivolge al noto mago Balaam chiedendogli di maledire Israele, Dio elude la sua azione e lo costringe, anzi, a benedire il popolo eletto: come se la maledizione fosse così potente da rendere Dio inerme di fronte ad essa, nel momento in cui fosse stata eseguita.

Restando ai tempi antichi, anche l’allora sistema di giustizia di Israele si avvaleva di pratiche magiche, quali il gettare un imputato in determinate sorgenti, atte ad appurare e castigare l’accusato rendendogli impossibile tornare a galla. Tali credenze magiche risalgono ai Cananei, i quali credevano alla correlazione tra fatti e persone. Supponevano, ad esempio, che dipingere ossa di colore rosso potesse restituire loro la vita in quanto conferivano al rosso le proprietà magiche del sangue, e che l’azzurro fosse in grado di proteggere dal malocchio.

Un gran numero di popoli vissuti nell’antichità credeva nella facoltà di intervenire con mezzi fisici su forze invisibili costituite da divinità o demoni. La tecnica benefica di utilizzo di questi influssi, la magia bianca, era un’istituzione ufficiale, allorchè la stregoneria o magia nera era vietata dalla legge e, come nel caso degli Ittiti, punita con la morte. In Egitto, negli anni del Medio Impero, si incidevano su statuette i nomi dei nemici dell’Egitto (asiatici, sudanesi e nubiani) per bloccarli. In alcuni casi, tuttavia, i malefici ricadevano sul regime, come quando il capo della cospirazione contro il faraone Ramsete III fabbricò i ritratti in cera dei fedeli al sovrano per condurli alla rovina con il loro re. L’inizio dell’era Cristiana confermò una grande diffusione in Egitto della magia popolare, allorchè in Palestina ci si stava adoperando per eliminare le pratiche magiche, già bandite dal Deuteronomio. A quanto pare tutto ciò non bastò, poichè il culto israelitico ne serbò i segni ancora per molto tempo.

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