Magia e religione: differenze e similitudini

Magia e religione si basano su concetti per lo più analoghi, benchè presentino differenze di fondo evidenziate nel seguito del presente articolo. Ciò che accomuna magia e religione, tuttavia, è un solo elemento imprescindibile: la FEDE.

La magia, al pari della religione, è un CREDO, una FEDE. Nessuno è obbligato a credere in una qualsivoglia religione (monoteista o politeista che sia), esattamente così come non lo è nei confronti di una qualsivoglia forma di magia. La fede è una scelta del tutto personale e altrettanto personale è la scelta dei principi e delle dottrine in cui credere. Si presti attenzione al fatto che il termine “religione” non equivale necessariamente a cattolicesimo, buddismo, induismo, sciamanesimo e via dicendo, bensì rispecchia ogni sorta di credo che un essere umano è libero (o dovrebbe esserlo) di professare.

Magia e religione si basano su un denominatore comune, il SOVRANNATURALE. Tutto ciò che non è scientificamente dimostrabile appartiene alla categoria del sovrannaturale, ovvero di una realtà governata da entità superiori alle quali è possibile indirizzarsi mediante preghiere, invocazioni o richieste specifiche. Nessuna religione è mai stata in grado di dimostrare con PROVE CONCRETE l’esistenza di ciò che predica e, in alcuni casi, persino le reliquie più venerate si sono rivelate uno splendido falso d’autore (si pensi, ad esempio, alla Sacra Sindone: adorata per anni e poi ritenuta non autentica). La fede, d’altronde, si basa sul culto senza riserve di qualcosa di invisibile ed indimostrabile e, pertanto, risiede agli antipodi della dimostrazione scientifica e di qualsiasi legge fisica.

Coloro che, per interesse o preconcetto innato, paragonano l’arte della magia all’esercizio della ciarlataneria, pertanto, commettono un errore di fondo. L’art. 121 del t.u.l.p.s. (Testo Unico Leggi Pubblica Sicurezza) recita: “è vietato il mestiere di ciarlatano”. L’art. 231 del relativo regolamento per l’esecuzione (Regio decreto 615/40, n. 635) specifica: “Sotto la denominazione di “mestiere di ciarlatano” si comprende ogni attività diretta a speculare sull’altrui credulità, o a sfruttare od alimentare l’altrui pregiudizio, come gli indovini, gli interpreti di sogni, i cartomanti, coloro che esercitano giochi di sortilegio, incantesimi, esorcismi, o millantano o affettano in pubblico grande valentia nella propria arte o professione, o magnificano ricette o specifici, cui attribuiscono virtù straordinarie o miracolose”. E’ d’obbligo sottolineare che il primo articolo, risalente a due secoli addietro (ovvero un’epoca in cui l’ignoranza regnava padrona ed il popolo era facilmente assoggettabile da istituzioni che, pur di tutelare ingenti interessi economici, miravano a reprimere scomodi concorrenti o soggetti in grado di evidenziarne comportamenti quanto meno opachi), è stato depenalizzato nella Legge 24/11/81, n. 689. La suprema Corte di Cassazione (terza sezione penale, sentenza 3939 del 29/1/86), successivamente, ha confermato che “non esistono norme imperative (penali) che fanno divieto di esercitare” alcune delle attività di cui sopra, definendo discutibile (quindi NON vietando) chiromanzia, occultismo, veggenza e cartomanzia. La sentenza 02/11/2011 n. 1944 del TAR, Sicilia-Palermo, sez. I, inoltre, rende noto che l’attività di cartomante (come le altre di chiromante, veggente, occultista, contemplate dall’art. 121 t.u.l.p.s. e dall’art. 231 reg. p.s.) è sanzionata solo quando, a seguito di un’approfondita analisi della fattispecie concreta, costituisce manifestazione di vera e propria ciarlataneria e tale è ogni attività diretta a speculare sull’altrui credulità o a sfruttare od alimentare l’altrui pregiudizio: deve, quindi, ritenersi necessaria un’approfondita analisi della fattispecie concreta per verificare se tale attività concretizza un abuso della credulità popolare e dell’ignoranza.

Nonostante quanto appena specificato, è proprio alle sanzioni amministrative appena citate che gli irriducibili ignoranti e perbenisti si aggrappano, allo scopo di screditare chi si adopera nell’arte esoterica. Si evidenzia, a tal proposito, che l’art. 661 del c.p. (il cui contenuto è comunque stato depenalizzato da un decreto del Cdm datato 2016) punisce “chiunque, pubblicamente, cerca con qualsiasi impostura, anche gratuitamente, di abusare della credulità popolare, se dal fatto può derivare un turbamento dell’ordine pubblico”. Nessun operatore esoterico serio e consapevole dei propri limiti potrà mai essere accusato di impostura e turbamento dell’ordine pubblico. Se davvero ciò avvenisse, infatti, un tribunale democratico dovrebbe, a quel punto, spiegare il motivo in base al quale una qualsiasi istituzione religiosa (che, a differenza di un operatore esoterico, si rivolge a CENTINAIA DI MILIONI di soggetti) non contempli dottrine e insegnamenti appartenenti all’impostura: professare l’esistenza del demonio e delle pene infernali cui si andrebbe incontro qualora non si seguissero gli ordinamenti impartiti, infatti, è condizione sufficiente per produrre turbamento dell’ordine pubblico. Lo stesso tribunale, inoltre, dovrebbe motivare perchè un qualsiasi prete esorcista possa legalmente esercitare la propria attività, pur essendo gli esorcismi chiaramente inclusi nel cosiddetto “mestiere di ciarlatano” e pur basandosi detto esponente religioso su pratiche volte ad eliminare entità maligne di cui non è MAI esistita una dimostrazione scientifica. Analogamente, non si comprende per quale motivo, data per certa l’esistenza di dette entità maligne, si debba negare invece l’esistenza di fatture e malefici, ovvero le dirette conseguenze di azioni derivanti da entità demoniache. Se la legge è davvero uguale per tutti (come si evince da quanto affisso in ogni tribunale italiano), pertanto, le pratiche esoteriche devono essere considerate lecite per qualsiasi individuo che, lungi dallo sconfinare in propagande miracolistiche, decida di farne uso.

Pratiche esoteriche, per l’appunto. Sono in numero esiguo i soggetti in grado di realizzare che una funzione religiosa è una pratica esoterica a tutti gli effetti, con tutti gli strumenti (incenso, candele, liturgie, invocazioni, ecc.) annessi e connessi. Di magia parla anche il Nuovo Testamento: il racconto di Matteo (cfr. Mt 2,1-12) riferisce dei Magi che si recano alla ricerca del Bambino Gesù guidati dalla stella. Negli Atti degli Apostoli (cfr. At 8,9-24) è presente l’episodio di Simon Mago che, alla pari di molti altri, si unisce alla predicazione degli Apostoli e si fa battezzare. Stupito per i prodigi da questi compiuti, offre del denaro in cambio dell’ottenimento di quel potere, ma Pietro risponde: “Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai osato di acquistare con denaro il dono di Dio” (At 8,20). Nella Sacra Bibbia, in occasione di una festa organizzata per un migliaio dei suoi uomini influenti dal re Belsatsar, qualcuno dice a quest’ultimo: “​C’è nel tuo regno un uomo, in cui è lo spirito degli dèi santi. Al tempo di tuo padre si trovò in lui luce, intelligenza e sapienza pari alla sapienza degli dèi. Il re Nabucodònosor tuo padre lo aveva fatto capo dei maghi, degli astrologi, dei caldei e degli indovini” (Daniele 5,11).
Ciononostante, esiste tuttora un veto inspiegabile della Chiesa sulle pratiche magiche esercitate da chiunque non appartenga a tale istituzione e non è difficile intuirne le motivazioni: se, in tempi medievali, i praticanti di arti magiche venivano classificati come eretici e condannati al rogo, oggigiorno la Chiesa ha abolito la pena capitale ma non si discosta dal percorso tracciato secoli addietro perchè, evidentemente, preoccupata di vedere indebolito il proprio controllo sulle masse.

Esistono, per la felicità dei detrattori dell’esoterismo, anche ciarlatani a tutti gli effetti che, manifestando un evidente abuso della credulità popolare e dell’ignoranza individuale, si spacciano per guaritori o possessori di segreti di chissà quale provenienza, promettendo quanto per natura non può essere promesso, infangando la categoria dei VERI operatori esoterici e alimentando gratuitamente gli scoop di stampa e televisione. Trattasi di soggetti senza scrupoli, disposti a lucrare in ogni modo e privi di una coscienza che imponga loro di attenersi a ciò che concerne la professione di operatore dell’occulto. E’ innegabile che le vicende giudiziarie di una nota teleimbonitrice abbiano inferto un colpo durissimo all’intero panorama esoterico, ma è altrettanto innegabile che l’abitudine di fare di tutta l’erba un fascio, coinvolgendo l’intera categoria, è propria solo di chi non è intenzionalmente disposto a ragionare con la propria testa. E’ convinzione di chi scrive che coloro che strumentalizzano l’esoterismo per speculare sulla salute altrui debbano essere considerati alla stregua di criminali e meritevoli di detenzione a vita, poichè è proprio della vita (ovvero il dono più prezioso elargito ad ogni essere umano) che essi si prendono gioco. Meritevoli di provvedimenti esemplari, inoltre, sono i finti operatori che abusano sessualmente delle loro assistite motivando tale azione quale “parte integrante della ritualistica”, nonchè coloro che accettano di intervenire su soggetti gravati da patologie di natura psichica e/o neurologica. Da notare, inoltre, la seguente definizione di “ciarlatano“, tratta da Wikipedia: “un ciarlatano o imbonitore è una persona che esercita pratiche da guaritore, o si approfitta in modo simile della buona fede delle persone, allo scopo di ottenere denaro o altri vantaggi grazie a false promesse”.

Ciarlatano è colui che minaccia, procura danni alla persona alla quale si rivolge, sconfina facilmente nel reato di truffa. Appare riduttivo, tuttavia, inserire la figura del ciarlatano (intesa con accezione di impostore e/o soggetto con scarsa serietà professionale) unicamente nella categoria degli operatori esoterici. Ciarlatano è anche un medico che opera a prescindere, senza che il paziente ne presenti la necessità (il caso di una clinica privata lombarda di qualche anno fa docet); ciarlatano è chiunque abusi di una divisa indossata; ciarlatano è un genitore che rifiuta di corrispondere gli alimenti ai figli o presta rifiuto al test del DNA per il riconoscimento degli stessi; ciarlatano è, più in generale, chi non dispone di uno spiccato senso morale.

Valutate le analogie tra magia e religione, è opportuno altresì evidenziare in cosa differiscono tali dottrine. Un operatore esoterico serio e coscienzioso non parlerà MAI di miracoli, di realizzazione di accadimenti impossibili, di azioni volte ad invocare la benevolenza divina nei confronti dell’anima di un defunto e via dicendo. Si rifletta, al contrario, su aspetti inerenti la religione cristiana che nessuna giurisprudenza, a torto o a ragione, ha mai pensato di mettere in discussione: miracoli, prodigi ed eventi inspiegabili citati a più riprese (il miracolo dei pani e dei pesci, la spartizione delle acque per consentire il passaggio agli Ebrei, le dieci piaghe d’Egitto, il segreto di Fatima, le apparizioni di Lourdes e Medjugorje, ecc.), liturgie di suffragio (rigorosamente a pagamento) a beneficio di persone estinte e molto altro ancora. Non esistono riscontri di operatori esoterici (sani di mente ed esenti da comportamenti truffaldini), viceversa, che affermino di possedere facoltà miracolistiche o esortino pubblicamente a mettere in pratica ciò in cui credono: come ribadito sopra, la fede è una scelta individuale e la libertà di religione, ovvero di professare il proprio credo, è un diritto costituzionale.

Inevitabile, pertanto, che anche la giurisprudenza in proposito si esprima in maniera talvolta contraddittoria, non ammettendo pienamente ma, di fatto, nemmeno negando la liceità delle pratiche esoteriche: al verificarsi della seconda ipotesi, d’altronde, la giurisprudenza stessa dovrebbe parimenti negare l’esercizio di una qualsivoglia funzione religiosa. La definizione di “ciarlatano”, inoltre, è da considerarsi ormai obsoleta e si riferiva a chi, in passato, parlava alla gente nelle piazze vendendo elisir e pozioni spacciate per miracolose: un contesto non più esistente ai tempi d’oggi e che, non a caso, ha prodotto anche un aggiornamento nelle sentenze emesse in proposito. Si consideri, a titolo di esempio, che anche l’attività di pranoterapeuta (pur essendo stata suffragata da riscontri scientifici ben precisi) risulta ancora essere assurdamente vietata dall’art.121 del t.u.l.p.s., ribadendo, quindi, la necessità di aggiornare la definizione di cui sopra.

Si ricorda, da ultimo, che l’attività di operatore esoterico è prevista anche a livello fiscale, nonchè sottoposta ai ben noti studi di settore. E’ in torto, inoltre, chi afferma che anche le attività illegali risultino inquadrate fiscalmente: operare in ambito esoterico (senza sconfinare in pretese miracolistiche o procedure di natura medica) NON E’ ILLEGALE, come svariate sentenze di Cassazione hanno confermato a riguardo.

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