Medium e paranormale: lo scetticismo al potere

Lo scetticismo a oltranza che spesso accompagna la figura del Medium e il mondo del paranormale in generale merita un’attenta riflessione, soprattutto sulle contraddizioni che lo caratterizzano.

E’ opportuno premettere sin da subito un fattore di primaria importanza: la medianità, il paranormale, l’esoterismo, la magia e quant’altro sono un CREDO: una vera e propria fede, al pari di quella manifestata da qualsiasi soggetto nei confronti di una qualsivoglia religione o dottrina religiosa. Ognuno è totalmente libero di credere in ciò che ritiene migliore per la propria persona, senza per questo dover essere sempre accusato di dabbenaggine e senza che la fonte del suo credo debba essere inquadrata come inganno e ciarlataneria. L’ipocrisia e gli interessi di molti individui, tuttavia, portano a compiere una netta distinzione di comodo tra religione e fenomeni paranormali.

Ciò che ben pochi hanno il coraggio di riconoscere è che un sacerdote o altro esponente religioso, durante la celebrazione della Sacra Messa, compie dei RITUALI a tutti gli effetti. Il gesto di circondare il feretro con fumo d’incenso durante una cerimonia funebre è un rituale. L’incenso rivolto ai fedeli in segno di purificazione è un rituale. La benedizione con l’acqua santa è un rituale. Per quale motivo, dunque, sono soggetti a continui studi scientifici e sono tacciati di ciarlataneria soltanto gli esponenti del paranormale ? La risposta è molto semplice: per comodità e notorietà, dal momento che la realtà esoterica ha da sempre attratto centinaia di migliaia di seguaci.

Colpisce, in questo senso, la contraddizione di chi si ostina a sottoporre a tutti i costi un fenomeno medianico a test razionali, ben sapendo che l’occulto è l’esatto opposto di una scienza. Si consideri, inoltre, che negare a priori l’esistenza di entità e forze superiori conferisce automaticamente l’epiteto di creduloni a fedeli di ogni religione costituenti oltre metà dei 7 miliardi della popolazione mondiale, i quali hanno tutto il diritto di credere in ciò che vogliono a prescindere dal loro orientamento religioso. Un credo è una prerogativa individuale che non va discussa nè giudicata, a maggior ragione considerando che esiste da millenni antecedenti la nascita di Cristo.

Non ci si deve stupire, comunque, se spesso le contraddizioni più clamorose provengono proprio da membri appartenenti alla Chiesa, i quali negano per paura o pregiudizio ciò che loro stessi vanno predicando da duemila anni a questa parte. Sono loro a esortare al bene e ad ammonire di tenersi alla larga dalle forze del male, di conseguenza ammettono l’esistenza di forze positive e negative. Cionostante, in molti casi si vede negare la valenza e la solennità di un’arte quale la medianità, in grado di apportare realmente efficaci cambiamenti nella vita dei fedeli, gli stessi fedeli che alla Chiesa dovrebbero stare a cuore. Perchè ciò avvenga è facilmente intuibile: preclusione, tabù, timore, interessi commerciali. A voi trarre le debite conclusioni.

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