Rituale del sesto Chakra

Sono sempre più numerosi gli assistiti che si rivolgono ad Athos dopo aver commissionato ad altri operatori, o presunti tali, il cosiddetto “rituale del sesto Chakra”: sorge spontaneo, quindi, interrogarsi sulla reale efficacia della pratica in questione e su ciò che, fatti alla mano, NON consente di ottenere.

I Chakra consistono, secondo alcune filosofie orientali, in sette centri di energia che, presenti nel corpo umano, presiedono alle funzioni organiche, emotive e psichiche della persona. L’accezione comune, inoltre, li identifica in elementi di una struttura extracorporea che convive con la struttura fisica e nei quali risiederebbe latente l’energia divina. L’insieme dei campi di energia prodotti dai Chakra costituirebbe i vari livelli dell’aura, ovvero uno strato invisibile di radiazione luminosa che abbraccerebbe ogni essere vivente e che, oltre a rifletterne l’anima, sarebbe responsabile del suo benessere fisico, psicologico e spirituale.

Premesso che non esistono evidenze scientifiche circa l’esistenza dei Chakra e che tali credenze traggono origine dalle tradizioni tantriche (yoga e medicina ayurvedica in primis), è indispensabile precisare che essi non sono in alcun modo relazionati alla vera disciplina esoterica e, pertanto, non possono interessare legamenti d’amore o altri tipi di rituali. Le canalizzazioni energetiche eseguite da Athos in ambito medianico non presentano nulla in comune con i presunti flussi energetici originati dall’apertura dei Chakra, dal momento che esse agiscono specificatamente sui centri ricettivi metafisici che compongono la sfera energetica individuale e che risultano immuni a qualsiasi altro genere di sollecitazione.

Il rituale del sesto Chakra, alla luce di quanto sopra, non permette di ottenere il ritorno della persona amata e non può essere di aiuto per nessun motivo, esulando dall’insieme di pratiche ritualistiche autentiche e realmente in grado di produrre esiti concreti. Il Reiki, le cui tecniche prevedono anche un’azione mirata sui Chakra appena descritti, può certamente apparire una pratica interessante agli occhi di chi ripone fiducia nella sua efficacia, ma nulla può laddove figuri un problema specifico (in ambito sentimentale e non solo) da affrontare e risolvere. Si invita a diffidare, dunque, di coloro che promettono magnificenze tramite il sacro e potentissimo rituale del sesto Chakra, spesso associandolo a ipotetici legami karmici ed a ritorni d’amore in pochissimi giorni: è tipico del perfetto imbonitore adescare con illusioni di riavvicinamenti a breve termine, magari adducendo fantomatiche abilità nell’utilizzare la ghiandola pineale (altrimenti definita dagli antichi “terzo occhio”, corrispondente al sesto Chakra) e capacità spirituali per compiere un simile “prodigio”.

E’ opportuno prendere le debite distanze, in conclusione, da chi afferma di effettuare legamenti d’amore o risolvere problematiche di altra natura (lavoro, denaro, fortuna al gioco, negatività e malefici) mediante il rituale del sesto Chakra, nonchè attraverso riti associati a ipotetici centri energetici del corpo umano che, a parere di chi scrive, non sono nemmeno in minima parte rapportabili alle dinamiche e alle prassi esecutive dell’arte ritualistica. Si tenga sempre a mente che risultati nell’arco di qualche giorno non esistono e non sono mai esistiti, al pari di strani rituali che riguardano discipline estranee all’esoterismo e che, in quanto tali, possono essere proposti unicamente da operatori poco preparati.

CONTATTA ORA ATHOS
(tel. +39 02 45075380)

Trattamento dei dati personali in conformità al REG. UE 2016/679. Privacy | Termini e Condizioni

Accetto